Angolo Visual Novels - episodio 4
La Bambola, il Direttore e l'Androide

La volta scorsa avevo detto che sapevo già cosa presentarvi *questa* volta... ebbene, è così, anche se due delle VN che andremo a vedere adesso non sono allo stesso livello di tutte le altre che vi ho presentato fino ad ora.

Come al solito, recatevi qui per discutere delle vostre VN preferite, dare suggerimenti, chiedere illuminazioni o la qualsiasi.

The Dolls' Stories

Partiamo dalla più bruttina delle tre. The Dolls' Stories è nella lista solo perché ha una feature che non avevo (quasi) mai trovato prima, e credo che sia una feature interessante, che potrebbe essere più usata – magari non solo nelle VN.

In Dolls' Stories potete scrivere le battute del vostro personaggio. Sì, avete capito bene, potete mettervi e *scrivere* quel che il vostro personaggio dice. Questa è la buona notizia, ora cominciano le magagne.

La storia non è questo granché. Voi siete un Puppetteer, un Burattinaio, ossia un soldato che difende il Regno dai Burattinai Malvagi. Il primo giorno di lavoro vi verrà data una Bambola, di cui potrete scegliere sesso e nome, che sarà la vostra arma principale: solo una Bambola può combattere efficacemente un'altra Bambola, evocata dai Burattinai che dovrete combattere.

Le Bambole sono simili a dei golem: possono scheggiarsi, come se fossero fatte di argilla (anche se hanno un aspetto del tutto umano), hanno all'interno una specie di “parola di comando” che le attiva e sono, beh, molto forti. La Bambola che vi viene assegnata è però ancora “acerba”, o giovane; insomma, ha le sembianze di un ragazzino, o di una ragazzina, e crescerà solo con le vostre cure.

Sì, un po' come il tamagotchi.

La VN non si concentra quindi sul combattimento, ma sulla cura del vostro Tamago- erhm, della vostra Bambola. Il problema è che questa parte è troppo poco approfondita, un po' melodrammatica e decisamente cliché. Questo ragazzino vi seguirà ovunque, e dovrete spiegargli cose basilari, come cos'è un mercato, cos'è il cibo, cosa vuol dire mercanteggiare.

E' qui che entra in gioco la feature che vi dicevo: ogni volta che la Bambola vi farà una domanda, potrete scrivere voi che cosa volete rispondere. La VN accetta delle parole chiave che possono essere inserite come volete voi, o sostituite con sinonimi. Per esempio, quando vi verrà chiesto cos'è un mercato, appariranno le parole chiave: “place” “people” “gather” “buy things”. Usando queste parole, o alcune simili, potete comporre la frase da dire alla Bambola.

E' un bel sistema, però è troppo superficiale: molto spesso la VN vi forzerà a troncare il dialogo quando è chiaro che la Bambola vorrebbe altre spiegazioni, e voi magari siete disposti a dargliele, oppure la spiegazione che potrete dare di alcuni concetti più astratti (sì, il lovvo!) non è proprio quella che avreste dato voi. Il che fa andare “fuori personaggio” (o “OOC”, Out of chatacter) il vostro protagonista.

Protagonista che peraltro non ha un carattere, o una descrizione fisica, o un *sesso*. Potete scegliere solo il suo nome, e questo unito al poter scegliere le vostre battute, è potenzialmente perfetto per calare voi stessi al suo posto. Peccato quindi che i dialoghi forzino altre interpretazioni del personaggio.

Ma non voglio essere troppo severa: la VN è gratuita, quindi complimenti alla creatrice, fioricca, per aver pensato questa feature. Se la VN fosse stata a pagamento, avrei preteso più complessità dietro questo sistema.

Dove invece si poteva fare meglio anche “amatorialmente” è nel resto: giocando la VN non ho mai sentito di aver instaurato davvero un legame con la mia Bambola. Ci sono scene in cui andiamo in giro assieme, e in cui lo/la aiuto negli allenamenti, ma il mio personaggio è troppo blando e non sembra comprendere per niente i problemi o il carattere della bambola. I dialoghi sono troppo stereotipati, così come la costruzione delle situazioni, che sembra ricalcare in pieno il manga #284. La nostra Bambola non cresce, tragedia! Ma vorrebbe tanto crescere per aiutarci. Ma non riesce. Non dovrebbe sforzarsi, ognuno è giusto così com'è e blabla... ma lui/lei si sente troppo inutile... il tormento...
Avete capito l'andazzo.

I disegni invece sono molto curati, forse la parte migliore. A volte intervengono delle... beh, cutscenes, direi, a fumetto, ben fatte anche quelle. Le musiche non mi sono rimaste impresse, ma neanche mi hanno dato fastidio, sono nella media.

Dove si trova: The Dolls' Stories è scaricabile gratuitamente dal forum LemmaSoft. E' in inglese, ed è disponibile per Windows, Mac e Linux.

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a2

Sono anni che Sona Song non parla a suo padre, un famoso direttore cinese di musica classica. Alla sua morte, Sona scopre che il padre le ha lasciato in eredità l'orchestra e tutta la sua fortuna... a patto che Sona si presenti ogni giorno alle prove dei musicisti. Sona non vuole saperne nulla dell'orchestra di quel bacchettone del padre, ma le servono i soldi: è in debito con un malavitoso che la fa seguire e picchiare dai suoi scagnozzi per riprendersi il denaro che gli spetta. Quindi Sona decide di seguire le prove, dormendo al pianoforte, fino al primo concerto: sono solo due mesi, e poi avrà i suoi soldi! Poco importa che l'orchestra faccia pietà: i biglietti saranno venduti ugualmente.

Tutto cambia quando arriva dalla Cina l'allievo favorito del padre di Sona, Yin Le Hao; Hao non sa che il padre di Sona è morto, non parla inglese ed è determinato a far sì che l'orchestra suoni decentemente, dovesse spaccare tutte le sedie della sala sulle teste dei musicisti! 

a2 è una storia d'amore, abbastanza prevedibile, ma graziosa. Alcuni dialoghi e situazioni sono cliché, un po' da shojo manga (manga “per ragazze”), e un po' melodrammatiche, ma la VN non si prende mai tanto sul serio e i comportamenti scorbutici di Sona e quelli tra l'assurdo e l'aggressivo di Hao fanno ridere più di una volta.

Sono ben resi i dialoghi fra Sona e Hao: Hao parla solo cinese, mentre Sona conosce pochissime parole nella sua lingua natale. Quando parla Hao, appariranno degli ideogrammi cinesi, appunto, e qua e là qualche parola romanizzata, a indicare un vocabolo che Sona conosce. Quindi, se non sapete il cinese, vivrete in prima persona l'incomunicabilità fra i due. Se sapete il cinese, vi sbellicherete a leggere quel che i due si dicono senza capirsi a vicenda.

Ogni tanto i due si capiranno disegnando o parlando... italiano! Usando, cioè, il linguaggio musicale: “a tempo”, “scherzoso”, “agitato” e via dicendo. Dopo aver completato la VN – che ha 3 finali, nessuno così sdolcinato come temevo, più un “epilogo” - sarà possibile sbloccare la traduzione dei dialoghi di Hao, così da poter capire cosa vi ha detto tutto questo tempo.

a2 ha una sezione extra molto corposa: un sacco di musiche, tra cui pezzi di musica classica, sketch, gli sfondi, un vocabolarietto con i termini cinesi usati nella VN e uno con i termini musicali. Potrete persino rigiocare i singoli capitoli.

I disegni, sia degli sfondi che dei personaggi, sono belli e curati, con qualche caduta di stile ogni tanto. Le illustrazioni che aprono ogni capitolo sono bellissime, con i due protagonisti in versione chibi, intenti a interagire tra loro in qualche modo. Anche l'interfaccia è particolare: ogni icona è il tasto di un registratore (play, pausa, stop, rewind eccetera) e una nota musicale accompagna la fine della frase.

Inutile dire che anche le musiche sono molto belle. Si passa dalla musica classica a quella rock, ed è presente anche un brano cantato – un po' lagnoso per la verità.

a2 è un po' più lunga delle VN che vi ho presentato fino ad ora, e vi richiederà più di un paio d'ore per leggerla tutta, specialmente se volete completare tutti i finali. Specifico però che è presente la funzione di “skip”, per saltare la roba già letta: credetemi, serve!

Dove si trova: a2 , della Variable X, è scaricabile gratuitamente, per Windows, Mac e Linux, al solito LemmaSoft Forum. Ed è, al solito, in inglese.

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That Cheap and Sacred Thing

E veniamo alla VN di questa settimana che mi è piaciuta di più. That Cheap and Sacred Thing (TCAST da adesso in poi) è la prima VN di carosene, ed è una kinetic novel. Il che vuol dire che in questa VN non potrete compiere nessuna scelta: la storia è una, i pg sono quelli, il finale è uno.

Le premesse di TCAST non sono originalissime (quando mai?): siamo in un non tanto lontano futuro, esistono gli androidi, e tali androidi possono diventare “personali”, cioè “legarsi” a una persona in particolare. Per esempio, un bambino può avere un androide-bambino che gioca con lui in casa o nel parco, in modo da tenerlo occupato e sopratutto proteggerlo quando gli adulti sono altrove.

Autumn aveva un androide simile, di nome Elly. Elly è stata l'unica “persona” a mostrare affetto per Autumn, ma le due non si vedono da quando Autumn ha sette anni. Adesso, Autumn ne sta compiendo 18, e i suoi amici le regalano 24 ore con un AmorBot, un androide-prostituta di nome Jude.

E se dico di più, vi ho rovinato la storia. TCAST è molto breve, dura un'oretta scarsa, ma vale questa oretta. I personaggi sono credibili, robot compresi, e i problemi che devono affrontare sono seri; c'è un po' di piagnisteo, ma non si scende mai troppo nel melodramma.

Ci sono anche dei difetti. All'inizio di TCAST verrete accolti da un silenzio totale, uno schermo nero e quella che pare un'interfaccia standard. Credevo che qualcosa non andasse nella VN, ma è proprio così. Non mi ha fatto una buona impressione, così come non mi ha fatto una buona impressione il dialogo iniziale con gli amici di Autumn, nel portone di casa, troppo affrettato e un po' forzato.

Inoltre, tecnicamente ci sono delle piccole magagne: come ho detto, l'interfaccia è standardissima, sembra spoglia e povera, e le frasi appaiono di botto. Di solito il modo in cui appare la frase, se lentamente, con delle pause, o, appunto, di botto, serve a sottolineare il mood, l'atmosfera, del dialogo. In questo caso, tutto sembra sbucare fuori all'improvviso. E' una cosa piccola, e ci si fa l'abitudine, ma si poteva fare più attenzione.

Secondariamente, a volte i pg sono posizionati ad altezze diverse quando cambiano espressione. Per esempio, Jude che sorride è poco più in alto di Jude serio. Il che dà di nuovo l'impressione di “poca professionalità”.

Ma tutto sommato, si passa sopra queste cose. I disegni sono bellissimi, sia sfondi che personaggi, e la storia è abbastanza ben costruita e commovente. C'è una scena che può risultare un po' brutale se qualcuno è particolarmente sensibile al sangue, ma non c'è troppo gore.

Le musiche sono discrete, nessuna mi è rimasta impressa, ma sottolineano bene i momenti, senza essere troppo invasive o inutili.

Dove si trova: TCAST è scaricabile gratuitamente al Lemma Soft Forum. E disponibile per Windows, Mac e Linux, ed è in inglese.

E ora scovate uno dei tre possibili finali dell'Ogi Forum