Quando dalle ceneri di un mucchio di marchi è saltata fuori quasi un anno fa una nuova Commodore, la Commodore USA, in pochi abbiamo realizzato. Ricordo che l'occhio mi cadde sulla notizia, ma non vi ho dato peso: già si parlava della riproposizione di vecchie glorie hardware “rivisitate”, ma fino al 5 aprile scorso il mio cervello, e come il mio credo quello di altri vecchi appassionati, non aveva focalizzato uno sbocco concreto di questo annuncio.
Nella data suddetta ciò è accaduto in via ufficiale con i preordini: un fantomatico Commodore C64x sta per introdursi (sarebbe meglio dire “intrufolarsi”) nel mercato informatico. La grande quantità di unità già vendute e il crescente interesse non consentono a un computerista nato nel 1976 di sottovalutare il fenomeno.

Tra le fazioni dello spendaccione gaudente e del razionale-cinico esiste sempre quella dell'indeciso, e la visione del case di un C64 prodotto nel 2011 porta alle estreme conseguenze il tentennamento di questo terzo tipo di utenti, ai quali mi ascrivo.
Si leggono le caratteristiche hardware: Atom Dual-Core e Nvidia ION2. Si riflette sul sistema operativo proposto: inizialmente Ubuntu 10.10 e successivamente un Commodore OS, con molti giri di parole descritto come una distro ad hoc di Linux. Si sogghigna: “Ma dai, cioè: è solo un PC nel case di un C64?”.
La ragione prevale e ci si abbandona alla desolazione: ci risiamo, un'altra cavalcata fetida sul nostalgismo imperante. Già dobbiamo sorbircelo al cinema, con fumetti, vecchie serie tv e grandi classici riproposti in remake e reboot. Bisogna essere dei boccaloni per spendere più di 600 euro su un portatile senza schermo!
Ecco che però si fa strada silenziosa anche una strana cauta attrazione. Da dove arriva? Dalla nostalgia delle merendine con i compagni di scuola e i cugini, masticate nei pomeriggi trascorsi ad amare e insultare Montezuma's Revenge? E' l'attrazione provata dal Peter Pan trentenne che spende una lacrimuccia patetica all'inseguimento del bambino che non sarà più? Troppo facile. Anzi, questa nostalgia potrebbe più che altro essere quella che muove i cinico-razionali. “Giù le mani dalla mia infanzia, approfittatori!”, per capirci.

Forse parliamo ugualmente di una nostalgia, ma di una nostalgia più ampia: quella per il microcomputer ad architettura chiusa. Sappiamo tutti come si è evoluto il mercato dell'informatica: più o meno alla metà degli anni Novanta il computer programmabile, mentre l'Amiga collassava, si è assestato sul PC/Mac. Il problema (per chi vuole vederlo come tale) è che il PC non è una macchina, è un concetto. Io stesso ci sono affezionato, ma combatto con Windows, driver, conflitti e programmi residenti invadenti.
All'aumentare delle funzioni di un moderno sistema operativo è corrisposto negli ultimi anni un appesantimento dell'ambiente di lavoro e un discreto caos generato dalle mille combinazioni di hardware e software. Non a caso, è in atto un appellarsi disperato al recupero di una semplicità svanita: l'iPad, i prossimi Chrome Notebook... macchine che nascondono la complessità hardware all'utente, privilegiando il rapporto con interazioni più rigide dell' “idea” PC ma più immediate.
L'architettura chiusa non è defunta, ovviamente: PS3, Xbox 360, Wii e DS rimangono i suoi baluardi: macchine che sopravvivono diversi anni, lasciando agli sviluppatori l'affascinante compito di capirne e sfruttarne sempre meglio le capacità, e al pubblico di schierarsi più o meno scherzosamente a favore di una visione quasi artistica. Non includo in questo discorso la Apple solo perché le sue architetture chiuse, per quanto eleganti, di alta qualità e rispondenti a questa necessità recondita, vengono aggiornate a mio modestissimo parere sin troppo spesso.
In un mercato in cui il PC viene ogni tanto dato per spacciato nel settore videoludico (ma il digital-delivery lo sta salvando, fortunatamente), mentre le console si arricchiscono di funzioni online ammiccando proprio alla duttilità del PC tanto amata dai suoi sostenitori a oltranza, la visione di quel C64x forse emoziona e inganna col miraggio di un'entusiasmante e antica sintesi.

Perché di miraggio per ora si tratta, a dispetto dell'entusiasmo del fondatore della nuova Commodore, Barry Altman, e del suo CTO Leo Nigro (intervistato in questo podcast, dopo un'ora). Di cosa avrebbero bisogno un C64x, un (ventilato!) nuovo Amiga 500 o simili per scansare le accuse di parassitismo sugli utenti persi nelle rimembranze?
Nella difficoltà di presentare hardware custom (ma ricordate che c'è qualcuno che da anni lo propone con professionalità a una nicchia fedele), rimane chiaramente la carta di un sostegno software, se non proprietario almeno cucito addosso alle specifiche della macchina. Nigro parla del futuro Commodore OS come di un Linux con interfaccia molto immediata e una preselezione di programmi Open Source pensata per ogni tipo di utente, dall'esperto al principiante. Vago.
A mio parere bisognerebbe cogliere l'occasione per provare, forti del pur utile sostegno marketing nostalgico, a ritentare di portare con decisione le software house ludiche verso Linux: possibilmente con versioni dei giochi già adattate all'hardware dei modelli, liberandosi dei settaggi hardware con i quali deve giocoforza convivere l' “idea” PC.
Basterebbe questo a recuperare il vigore del vero storico C64 o dell'Amiga? Quasi sicuramente no: siamo in un'altra epoca, ma aiuterebbe di certo a traghettare l'operazione Commodore USA verso un approdo per lo meno caratterizzato e al contempo umilmente realistico. L' “idea” PC si sposa con difficoltà a case costrittivi, come ricorderà chi nel 1988 incappò in esperimenti come l'inespandibile, ma genericamente “Ms-Dos” compatibile, Olivetti Prodest PC-1.

Una convergenza interessante è già in atto: la differenza tra televisori e monitor, con l'avvento dell'HD, è praticamente svanita, almeno all'occhio del non esperto. Il C64x presenta un'uscita HDMI, aprendo alla mia immaginazione scenari curiosi, magari per qualcuno grotteschi: un microcomputer compatto che torna in salotto accanto alla Play?
Pur sotto shock o perplesso, so che qualcuno avrà riflettuto d'istinto sulle stesse questioni e il canale con la Commodore USA è aperto.
La giuria per me è ancora in camera di consiglio.

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