L'interessometro: Brutal Legend

Tim Schafer è uno dei pochi game designer che riesce nel contempo a vestire i panni di un ottimo showman, trasformandosi istantaneamente in un autentico generatore umano di entusiasmi, passioni e spirito di collaborazione. Non rappresenta di certo una sorpresa, quindi, vederlo realizzare un’opera così smaccatamente rivolta agli appassionati, tanto genuina e pura negli intenti quanto onesta nella sua natura: “Brütal Legend” ha il sapore del prodotto di un eterno bambinone che ha voluto rendere omaggio alla musica che ha sempre amato attraverso il mezzo migliore che conosce, il videogioco.
 
Un vero e proprio balocco nelle mani di Schafer, il quale plasma con cura il materiale grezzo fino a ottenere l’ennesimo, incredibile universo fantasy creato da zero (ricco di spunti e – per forza di cose – sotto sfruttato) e infarcito di riferimenti e strizzate d’occhio ai metallari degni di questo nome. All’interno del suddetto mondo gotico si muovono storie e personaggi allegorici, mitici e solenni come la musica che li ha ispirati o, anche, originati.
 
In passato costretto a ripiegare su una band semisconosciuta per quanto riguarda il contributo sonoro di “Full Throttle”, Tim Schafer si prende con “Brütal Legend” la sua gustosa rivincita, assicurandosi gran parte del gotha della musica hard rock/metal non solo attraverso decine e decine di canzoni che accompagnano il gioco, ma coinvolgendo attivamente nel progetto una serie di mostri sacri che donano voce e fattezze ad alcuni personaggi chiave.
 
Su tutti spicca il protagonista, il ‘roadie’ Eddie interamente cucito addosso allo scatenato Jack Black, con cui Schafer instaura un rapporto game designer / doppiatore dalla genuinità senza precedenti, un sodalizio professionale che sconfina nella stima e nel supporto sincero, con l’attore impegnato con evidente trasporto a pompare il gioco (e, prima ancora, perfino il lavoro precedente di Tim, “Psychonauts”) anche al di fuori dei canali promozionali più canonici.
 
 
L’impavido Eddie falcia i nemici in un’orgia di sangue e violenza con una pesantissima ascia, li fulmina con un accordo di chitarra, evoca alleati con un assolo, indica al suo esercito (costituito da ‘headbanger’ che non fanno altro che scuotere compulsivamente la testa facendo svolazzare i lunghi capelli) il punto da attaccare con il gesto delle ‘corna’, va in giro a bordo di un improbabile veicolo da battaglia che fonde i nemici sputando fiamme di fuoco dalle fiancate, si trasforma in una sorta di demone alato per osservare dall’alto il campo di battaglia. 
 
I toni sono quelli irriverenti e sopra le righe che il contesto richiede e la scrittura è – prevedibilmente – di ottimo livello. In mezzo a tanto sano cazzeggio, Schafer si permette anche di caricare progressivamente il protagonista di un’audace ma indovinata connotazione epico-romantica, non diversa da quella già espressa attraverso la figura dell’outcast Ben di “Full Throttle”.
 
Pesantemente indebolito da numerosi problemi di sviluppo e schiacciato da ambizioni forse troppo elevate per un piccolo team, “Brütal Legend” rappresenta anche il parto più sofferto e – nel complesso – meno riuscito dell’autore californiano.  A ogni modo, le numerose ‘corde scordate’ (missioni secondarie poco divertenti e ripetitive, sezione strategica mal gestita, mappa di gioco poco agevole, gameplay ridondante, qualche bug) abbassano inevitabilmente la qualità finale del titolo ma non intaccano per niente l’indiscussa simpatia nei riguardi di un’operazione che non si limita al genuflesso tributo impersonale, ma brandisce il plettro della passione per costruire un potente e sentito atto d’amore. 
 
INTERESSOMETRO: 4 su 5
 

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Ci sono occasioni che un oldgamer non dovrebbe perdersi e crediamo sinceramente che questo Humble Double Fine Bundle sia una di queste visto la quantità e la qualità di giochi che vi vengono offerti con un piccolo obolo alle vostre finanze. 

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