Lord British alla conquista del Wild Basin
II parte - Sulle tracce dell'Impero Selvaggio

Continua il reportage della straordinaria avventura vissuta da alcuni membri della Origin nei meandri del Wild Basin.

L'incontro con i nativi
Dan Bourbonnais, 36 anni, è il supervisore del set di The Savage Empire, nonché uno degli autori dello storyboard del film. Dall'alto della sua enorme esperienza artistica e tecnica, Dan si era autoproclamato fotografo ufficiale della spedizione... cullando in segreto il sogno di incontrare i semileggendari abitanti della Hill Country. Ciò che ha trovato è andato ben oltre le sue più rosee aspettative.
'Ci eravamo persi - spiega laconicamente - e giravamo in tondo come degli idioti. Aaron continuava a dire 'Ehi, quello mi pare di riconoscerlo!' e ci guidava nuovamente per la strada sbagliata. Johann accentuava ogni suo passo e non faceva altro che urlare 'Perfetto, davvero perfetto!' mentre consultava il regolamento interno della compagnia per capire cosa fare. Steve camminava dietro a Johann e lo prendeva in giro".
"Ad un certo punto - contiuna Dan - girammo seguendo l'ansa di un fiume in secca e... eccoli lì, i nativi! Erano circa una dozzina, tra uomini e donne. Erano riuniti intorno a un fuoco sul quale avevano posto una griglia primitiva che usavano per cuocere un qualche tipo di carne. Io cominciai a fare delle foto, i selvaggi mi videro, si alzarono e... mi salutarono! Fu subito chiaro che non erano ostili.


Un'altra foto di gruppo. Sì, ci sono ancora tutti

'Manda Dee, 23 anni e sembianze da fatina, è la collaboratrice di Dan Bourbonnais e la set designer di The Savage Empire. "Abbiamo imparato molto sul conto di quei nativi - ammette -. Sono dei veri selvaggi: vanno in giro sul dorso di enormi carri di metallo arrugginito e di certo sanno come far festa. Bevono una strana bevanda fermentata che dà subito alla testa. I primi nativi che abbiamo incontrato stavano partecipando a un barbecue rituale."
"Durante il nostro soggiorno con loro ho avuto l'occasione di aiutarli a celebrare una delle loro funzioni religiose. Il rito prevedeva la costruzione di una strada fatta di pietre disposte su uno spiazzo privo di vegetazione... un po' come le linee di Nazca, insomma. Tale rituale aveva lo scopo di mandare un invito ai loro Dei Celesti perché scendessero nuovamente sulla terra. Così abbiamo costruito una strada lunga 900 miglia a forma di armadillo". 'Manda si interrompe un attimo, poi ammette: "Beh, in realtà l'idea è stata mia, ma loro sono stati molto gentili ad aiutarmi".

Jason Templemann, 23 anni, è uno degli sceneggiatori del film e il coreografo delle lunghe scene di combattimento presenti in The Savage Empire. Durante la spedizione gli è stato imposto il ruolo di cuoco. "Quei nativi avevano strane usanze - dice -. Amavano molto nuotare, e lo facevano in diversi luoghi della Hill Country; tuttavia, in un posto si immergevano completamente nudi, nell'altro indossavano invece dei piccoli costumi. Non ho mai capito la differenza ed essi non sono stati in grado di spiegarmela. Così me ne stavo lì e guardavo, guardavo e guardavo, cercando di scoprire il mistero. È stato in uno di quei momenti di riflessione che Keith Berdak mi si è avvicinato di soqquatto e mi ha infilato un serpente nei pantaloni".


Keith Berdak (al centro) mostra a Mike Romero (a sx)
e a Jason Templemann la sua abilità nel manipolare i serpenti

Sopravvivere nella jungla
Keith Berdak., 35 anni, è il responsabile del casting per The Savage Empire. "La maggior parte delle facce presenti nel film le ho scelte io, - precisa -  peccato solo che il compito di selezionare le ragazze sia toccato al mio compare Glen. Miseria ladra". Berdak ammette che l'idea della spedizione non lo attirava più di tanto. "Ho qualche problema col veleno di serpente, non so perché, ma la mia professoressa di antropologia e archeologia (la dottoressa Karen E. Bell) mi ha convinto ad andare lo stesso. Karen era anche uno dei consulenti tecnici per il film e devo ringraziarla, perché, grazie a lei, ho visto molte cose e tanti animali che mai avrei potuto incontrare se fossi rimasto a casa".
All'improvviso, Keith si abbassa, raccoglie qualcosa da terra e sventola un serpente di fronte al nostro corrispondente. "Ecco di cosa stavo parlando. Che serpente interessante. Assomiglia molto a un serpente tigre dell'Australia... un rettile dal veleno letale, ma questo mi sembra piuttosto amichevole. Ahi! Il bastardo mi ha morso!".
Sebbene Berdak non sia stato in grado di concludere l'intervista, i medici del campo hanno detto che dovrebbe riprendersi senza conseguenze.

(2/continua)

Leggi la prima parte

 

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