Teniamolo d'occhio: Cognition

Dopo l'insolito Blindside, ecco comparire Cognition: An Erica Reed Thriller, un altro progetto che intende finanziarsi tramite le donazioni del pubblico (che qualche soldo da butt... investire ce l'ha sempre, anche in tempi di crisi).

Il gioco sarà un'avventura grafica a episodi che metterà i giocatori nei panni di Erica Reed, un'agente dell'FBI sulle tracce del serial killer che ha ucciso suo fratello. Nel corso delle lunghe e stressanti indagini, Erica si è votata alla cattura dell'assassino a tal punto da sviluppare un potere speciale, la retro-cognizione: toccando alcuni oggetti, l'agente sarà in grado di vederne il passato e ricavarne così utili indizi.

Da un punto di vista tecnico, il gioco sarà un'avventura grafica classica. Gli artwork (disegnati da Romano Molenaar) resi pubblici finora sono ricchi d'atmosfera, anche se è molto probabile che la grafica sarà basata su un motore 2D/3D (per quanto l'engine usato, l'Utilty, consenta una vasta gamma di possibilità in tal senso).

Da segnalare che Cognition ha già una freccia bella grossa al suo arco per colpire i cuori degli avventurieri grandi e piccini: dietro le fitte pagine che ne compongono il soggetto si nasconde il nome della divina Jane Jensen (come consulente, ma l'importante è far vedere che c'è). E il dardo deve aver proprio fatto centro, visto che in pochi giorni sono già piovuti circa 15.000 dollari nelle casse degli sviluppatori, i Phoenix Online Studios.

Tutto perfetto? Ammetto che qualche dubbio rognoso ce l'ho. I Phoenix Online Studios, infatti, sono la SH che sta creando gli episodi del sequel non ufficiale di King's Quest, intitolato The Silver Lining. Speriamo che il fatto di avere un finanziamento corposo da cui partire (e l'essere affiancati da una compagnia più esperta come Khaeon Gamestudio) permetta loro di arrivare a risultati migliori rispetto a quelli fin qui raggiunti dai loro giochi con protagonisti King Graham & Co.

Una data d'uscita non è ancora stata resa pubblica. Nel frattempo, lo teniamo d'occhio.

Pagina per il finanziamento del gioco
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Né testuale né grafica, ecco l'avventura sonora

Ci avevano già pensato gli italici ragazzi di Dedalomedia con il loro Blindess nel 1996 e anche il più recente Papa Sangre per iOS non sembra poi tanto diverso. Rimane comunque il fatto che di giochi che hanno per protagonista una persona cieca non se ne vedono troppi in giro.

È quindi con curiosità che iniziamo a seguire gli sviluppi di questo Blindside, ideato da Aaron Rasmussen e Michael T. Astolfi e finanziato secondo una formula che sta prendendo sempre più piede tra i prodotti indipendenti: la donazione "pre-release" in cambio di varie chicche "post-release" (citazione nei credits, foto autografate, magliette e così via).

Il gioco si controlla via tastiera e per interagire con il mondo di gioco, mancando il senso della vista (lo schermo sarà sempre e inesorabilmente nero) è prevista la possibilità di "strisciare" la mano del protagonista sui vari oggetti per produrre un suono che starà al giocatore riconoscere per prendere confidenza con l'ambiente circostante. Naturalmente anche i suoni avranno un ruolo fondamentale per orientarsi.

Il tutto sembra ancora un po' nebuoloso, ma il progetto sembra essere mediamente interessante. Stavo per dire: teniamolo d'occhio, ma forse suonava male.

Sito dedicato al progetto
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