La Macchina del Tempo - Novembre 1987 (Arcade)



Bentornati a una nuova puntata de La Macchina del Tempo, e stavolta concludiamo il nostro viaggio nel Novembre 1987 analizzando le uscite in sala giochi.
 
Con l'avvento dei sistemi casalinghi cosiddetti a 16-bit, gli arcade perderanno appeal negli anni, ma al momento le sale giochi sono ancora - e prepotentemente - il luogo dove lustrarsi gli occhi per le meraviglie tecniche e ludiche che presentavano.
 
Il mese è ricco e non si può che consegnare la corona di re a Shinobi, classico di Sega che rimane ad oggi uno dei giochi a cui la community di retrogamer è rimasta più affezionata. C'è spazio anche per Operation Wolf, che s'impone immediatamente come riferimento del genere rail shooter.
 
Nessuno dei grandi nomi della scena arcade manca all'appello: Capcom presenta Tiger Road, che verrà scavalcato in popolarità da altri titoli della stessa azienda ma che per il momento fa la sua bella figura; Namco s'inventa un Pac-Man isometrico con Pac-Mania, in alta risoluzione e con la possibilità del salto; batte un colpo persino Atari con Xybots, fin troppo avanguardistico per il suo tempo.
 
Il resto ve lo lascio scoprire nel video. A presto!

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La Macchina del Tempo - Novembre 1987 (NES, Master System, PC Engine)


 
Dopo tante puntate dedicate ai computer, è ora di volgere il nostro sguardo ricercatore anche al mondo delle console del Novembre 1987. Le "scoppole" prese dalle aziende americane ai tempi della grande crisi hanno disegnato un mercato dominato dal Giappone con un fortissimo ruolo ricoperto dal NES/Famicom che schiaccia le macchine concorrenti in termini almeno quantitativi.
 
Diverse le esclusive giapponesi, ma qualcuna possiamo per fortuna godercela anche noi grazie a traduzioni giunte nel tempo, e Jikuu Yuten - Debias merita sicuramente un giro. Faxanadu invece è approdato anche nei nostri porti e conserva il fulgore dello spirito avventuroso che riusciva a infondere al giocatore, ma degni di menzione sono anche il gioco di Lupin o quello dei Goonies, mentre meno fortunati sono stati i tie-in degli altri film.
 
Gli sfidanti del NES, nel frattempo, provano a farsi notare: il Master System forse nel modo sbagliato con giochi per gadget di scarso appeal, mentre il PC Engine sembra provenire dal futuro con una potenza grafica inaudita grandiosamente valorizzata dagli sprite giganti delle due sole uscite.
 
Augurandovi buona visione, vi aspetto per la prossima puntata!

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La Macchina del Tempo - Novembre 1982 (Vectrex)

 

Cosa mancava nelle case dei videogiocatori del 1982? Di sicuro una console vettoriale. Si trattava di una tecnologia non certo nuova, ma avendo bisogno di un display specifico, era rimasta confinata ai cabinati da sala, alcuni dei quali peraltro famosissimi.

La GCE (General Consumer Electronics) allora realizza una macchina con monitor integrato capace di gestire orgogliosamente i vettori e di lanciarsi senza timore, ma anche senza molta fortuna, nell’ambaradàn della console war di seconda generazione.

La line-up di lancio è da sogno e contempla fra i suoi esponenti titoli a vettori già in origine, assieme ad altri convertiti da tecnologia raster. È il debutto coi fiocchi del Vectrex, una delle console più amate dai collezionisti!

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Gianluca "Musehead" Santilio, youtuber raffinato che trasmette dalla campagna senese, esperto di retrogame, avventure grafiche e birre. Voce nota anche per le varie partecipazioni a podcast come Archeologia Videoludica e Calavera Cafè, per chi desidera seguirlo ricordiamo, oltre al suo canale YouTube dell'Archivio del Sig. Santilio, anche il suo blog, dove approfondisce i propri video e la pagina Patreon, dove chi vuole può sostenerlo con una donazione mensile.

Firenze Vintage Bit 2016

Ormai sono trascorse alcune settimane, l'anno nuovo è giunto impietosamente, ma vorrei ugualmente condividere con tutti voi un'esperienza che mi è rimasta nel cuore: a Novembre del 2016 ho avuto la fortuna di visitare un piccolo e delizioso evento in provincia di Firenze, nel borgo di Lastra a Signa, il Firenze Vintage Bit, interamente dedicato al mondo del retrocomputing e del retrogaming.

Il Firenze Vintage Bit, ormai giunto fieramente alla sua ottava edizione, nasce dalla passione e dedizione di Walter Pugi, quando nel 2007 al Varese Retrocomputing, alcuni amici gli palesarono l'eventualità di creare, per la prima volta, un simile evento nel Centro Italia, precisamente nei pressi di Firenze, città sempre molto sensibile, teoricamente, alle iniziative culturali. E così, nel Maggio del 2009, la fantasia di un manipolo di appassionati si realizzò e si svolse la prima edizione del Firenze Vintage Bit, portando finalmente nelle lande toscane l'amore per il retrocomputing.

Ovviamente io ho conosciuto il Firenze Vintage Bit molto più tardi, grazie al carissimo Gianluca "Musehead" Santilio, autore del Canale YouTube l'Archivio del Sig. Santilio, che tutti voi utenti di OGI (e non solo) ben conoscete, se amate il retrogaming (e se non lo amate: perché diavolo state leggendo il mio racconto?!). Miei compagni di avventura, insieme al Sig. Santilio, i mitici Simone Pizzi e Marco "Il Distruggitore" Gualdi di Runtime Radio ed il simpaticissimo Simone Guidi, de I Cugini del Terribile (i cui podcast potete ascoltare sempre su Runtime). Il tema dell'ottava edizione del Firenze Vintage Bit era: le periferiche; potete immaginare la varietà di dispositivi in esposizione, riesumati dai più reconditi recessi della storia dell'informatica e riportati alla gloria di un tempo per il piacere di noi "retromaniaci".

Ma, spieghiamo meglio cos'è il Firenze Vintage Bit: non la solita fiera-mercato ideata per spillare fior di quattrini ai collezionisti più sprovveduti, troppo ansiosi di mettere le mani su qualche prezioso e raro apparecchio d'epoca ... No, signori miei, Firenze Vintage Bit è più simile ad un incontro tra buoni amici: un'esposizione DI appassionati PER gli appassionati, senz'altro fine che la condivisione di un amore viscerale e atavico per la retro-informatica e tutto ciò che vi gravita intorno. Chiunque visiti il piccolo spazio espositivo, costituito da appena tre sale di cui una parzialmente dedicata alle conferenze e ai concerti (ebbene sì, poi ci arriveremo), può osservare, toccare e provare, le console, i computer e le periferiche, messe a disposizione da collezionisti e amatori provenienti da (quasi) tutta la Penisola.

Varcare il bellissimo loggiato dell'antico Spedale di Sant'Antonio e percorrerne lentamente i corridoi, circondati dalle immagini e dai suoni del nostro passato informatico e videoludico: i monitor a fosfori verdi lampeggianti, le schermate coloratissime dei videogiochi a 8-bit e 16-bit, i dispositivi e gli accrocchi più strani e impensabili, significa estraniarsi, dimenticare il presente e, per qualche istante, restare, a bocca aperta, congelati in una realtà senza tempo confortevole e rassicurante.

Almeno, così è stato per me, quando ho indossato gli occhiali 3D del Sega Master System catapultato in una realtà virtuale grezza eppure così maledettamente coinvolgente, oppure giocando con il maledettissimo e sfortunatissimo Virtual Boy della Nintendo, violentando le mie innocenti retine. E che dire del soprendente digitalizzatore di riprese video per lo ZX Spectrum, progettato per catturare, in tempo reale, immagini e movimenti dei visitatori e convertirli in un affascinante quanto rozzo ammasso di pixel verdi e neri, gestito dalla macchina Sinclair. E non potevano mancare una marea di periferiche dedicate al mondo della musica, capaci di trasformare il nostro computer 8-bit in un vero e proprio strumento musicale.
Ma lascerò che siano le immagini a parlare per me, restituendo (spero) un pizzico della sensazione di magica meraviglia di quei momenti.

Infine, la bella giornata, tra le meraviglie della teconologia informatica, è stata coronata dal tradizionale concerto live della Ready To Play Orchestra, un gruppo di talentuosi e giovani musicisti, amanti dei videogiochi, che propongono rielaborazioni strumentali delle più celebri colonne sonore della storia videoludica, dalle entusiasmanti musiche di Street Fighter II all'immancabile Scumm Bar Theme (se non sapete di cosa stia parlando, sicuramente cercavate le ricette della Parodi e siete capitati qui per sbaglio...), passando per le BGM di Lotus IIIOblivion.

Insomma, il mio breve resoconto, si rivela, com'era prevedibile, assolutamente inadeguato, perché al di là dei contenuti, validissimi e interessanti, il Firenze Vintage Bit è soprattutto un'esperienza umana, un raduno squisitamente riservato agli appassionati (e ai curiosi), lontano (per ora) dalle sordide mani di certi personaggi poco raccomandabili, un luogo dove è possibile stringere amicizie, incontrare autentici geni del retrocomputing, personaggi capaci di compiere veri e propri miracoli tecnici su macchine vecchie di 30 o 40 anni e solo per ... il gusto di scoprirne i limiti, come ragazzini con gli occhi luccicanti e pieni di stupore. Proprio così, in contesti come il Firenze Vintage Bit, tutti noi, smessi i panni degli adulti, torniamo ad essere ragazzini e riscopriamo la meraviglia in una manciata di bit.

Non dimenticate di visitare il sito del Firenze Vintage Bit con il programma degli eventi organizzati dall'associazione culturale di Walter Pugi

E, se siete curiosi, parliamone nel nostro forum!

Flashback 3: la retroconsole Atari

La preservazione delle opere videoludiche passa per diverse strade: il recupero di vecchio giochi in scatoloni polverosi, la liberazione dei diritti di distribuzione, la riedizione di vecchi classici e (in maniera sbagliata) la pirateria. A volte però ci sono iniziative che vanno al di là del semplice valore commerciale e che rasentano il sottile confine della benevolenza e della pura filologia videoludica, quasi che questo mondo oramai comandato da logiche economiche possa per un attimo volare al di là di questi pesanti fardelli.

E' questo il caso di Flashback 3, macchina creata da Atari sull'hardware del mitico Atari 2600, avente lo scopo di permettere di rigiocare alcune (60) vecchie glorie nel pieno splendore della loro versione originale. Certo, non un prodotto per tutti, ma sicuramente una macchina dall'altro valore collezionistico che non può mancare nella bacheca di ogni oldgamer che si rispetti. La comprerete?

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